Autonostalgia

Ho sempre sofferto di nostalgia. Da piccola mi bastava allontanarmi un attimo da casa perché gli occhi mi si riempissero di lacrime e mi bastava solo pensare a mamma, papà e a mia sorella per scoppiare in un pianto a dirotto. Ho sempre pensato che le cose sarebbero cambiate, che un giorno sarei diventata forte. Quella nostaglia, però, è restata sempre lì. Adesso si manifesta all’improvviso, in maniera molto più sciocca. Non riesco a buttare una boccetta di profumo finita che mi è stata regalata da qualcuno a cui voglio bene e non riesco proprio a separarmi dal peluches che mio papà mi ha comprato 20 anni fa dopo una seduta dal dentista. Mi manca l’atmosfera del Natale, quando credevo in Gesù Bambino e speravo di ritorno dalla messa di mezzanotte che il gatto mi parlasse, perché – si sa – gli animali la notte di Natale parlano. Mi mancano i momenti spensierati, che sul momento non lo erano affatto, ma che adesso, nella mia memoria distorta sono così.

Sto per cambiare vita, per stravolgere tutto un’altra volta e mi sono chiesta – seriamente, senza esagerazioni – se sarò in grado di sopravvivere allo stacco dalla mia vita attuale. Mi sono chiesta se quel dolorino che sta sempre lì, in fondo, esploderà e mi farà annegare in un mare di lacrime, rimorsi, rimpianti e sensi di colpa. Ma poi, quando già mi figuravo distrutta, dimagrita e cosparsa di cenere, quando già stavo per disperarmi per la mia imminente disfatta, mi è venuto un atroce dubbio.

Dentro di me si è insinuata un’idea illogica, ma estremamente realistica. La verità è che io non provo nostalgia per niente e per nessuno. Cioè, ovvio che la provo, ma in quantità normali e comprensibili. Il punto è che io provo nostalgia per me stessa. La mia è un’autonostalgia. Quell’onda che ho dentro è solo ed esclusivamente per quella persona che non ho avuto ancora il coraggio di essere. Per tutti quei sì che ho detto poco convinta, per tutte quelle volte che ho detto “non importa”, quando in realtà importava eccome, per tutte le volte che ho rinunciato a un sogno perché gli altri non avrebbero capito.

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