Non chiedete consigli

WordPress mi ha fatto gli auguri per un qualche anniversario che io e il blog abbiamo passato insieme. La mia vita mi stava per fare gli auguri per l’ennesima volta in cui ho gettato la spugna. Ma ho deciso di prendere quella fottuta spugna caduta a terra e dare un bel colpo di spugna a tutte le spugne che se ne stanno lì abbandonate a terra. Le raccoglierò una per una e ricomincerò a occuparmi delle cose che non ho fatto per perdere tempo ad ascoltare i consigli degli altri.

Non so se quello che scrivo su questo blog lo leggo soltanto io, ma vorrei tanto dirvi che seguire i consigli altrui è una delle cazzate più grandi che possiamo fare. Non importa che autorià abbia la persona a cui chiediamo consiglio. La verità è che noi sappiamo benissimo quello che vogliamo fare, ma per paura, pigrizia o chissà che chiediamo agli altri un’opinione, lasciando che siano gli altri con i loro criteri a decidere per noi. Io ho fatto questo errore e vi assicuro che non è divertente. Dire ciao ciao alla vita che hanno scelto gli altri per te è il doppio complicato che cercare di cambiare la vita che ti sei scelto da solo, perché oltre alla normale difficoltà di mettere tutto in discussione, ci saranno i sensi di colpa a mangiarci vivi e delle infinite spiegazioni da dare alle persone ai cui consigli ci siamo affidati. Per cui facciamo uno sforzo in più la prossima volta e invece di fare contenti gli altri, proviamo una buona volta a fare contenti noi stessi. Non accettare consigli è un atto di fede in se stessi. Non possiamo piacere a tutti, ci sarà sempre chi avrà qualcosa da ridire, ma se seguiamo quello che dicono la nostra testa e il nostro cuore, sapremo di sicuro come difenderci, e, soprattutto, sapremo anche chi stiamo difendendo.

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Potevo dovevo volevo

Ho promesso che entro i quaranta scriverò un libro. L’ho promesso un anno fa. Righe scritte in 365 giorni: 0. Io non sono il tipo che sa inventare storie. No, non sono proprio brava a farlo. Guardo il cielo di quell’azzurro che toglie il fiato e mi dico “Ecco, cosa mi devo inventare, se c’è già questo”. Poi it metti davanti a un foglio bianco e niente. Tutta quella emozione, a raccontarla, si riduce a niente, a due righe incomprensibili che nessuno leggerà.

Voglio andarmene a casa, ma non a quella finta, a quella vera. Voglio tornare da me, lì in quel posto dove un tempo ero sicura e felice. Eppure non ci riesco. Sono attaccata a una piuma che mi tiene in ostaggio. Mi dimeno e non riesco a liberarmi. Tutta la parte bella di quel cielo che lascia senza fiato viene ingoiata dal buco nero che ho dentro che inghiotte ogni mia certezza.